Francesco Cocco - photofrapher
Biografia
Biografia

Francesco CoccoFrancesco Cocco (Recanati, 1960) inizia la sua attività di fotografo nel 1989. Fortemente attratto dalla marginalità sociale e dall’universo infantile, inizia fin da subito a spostarsi in paesi ‘difficili’, in particolare del continente asiatico.
In Bangladesh fotografa le condizioni di vita dei bambini di strada e documenta il lavoro minorile.
In Vietnam, subito dopo la riapertura delle frontiere, realizza un reportage per la mostra Vietnam Oggi (Modena 1993).
In Cambogia, in collaborazione con Emergency, affronta il dramma delle vittime delle mine antiuomo. Nello stesso paese, con il supporto dell’ONG New Humanity, riporta le immagini della prostituzione minorile.
In Brasile fotografa i non vedenti dell’Istituto Benjamin Constant di Rio de Janeiro e lo sfruttamento dei bambini lavoratori sull’isola di Marajoa, in Amazzonia.

1999
Una selezione di foto sul tema dell’infanzia traumatizzata dalla guerra va a far parte della mostra Ci sono bambini a zig-zag (Carpi, MO).

2000
Nell’ambito del progetto educativo Semi di pace, finanziato dalla Missione Arcobaleno, realizza a Mitrovica (Kosovo) un lavoro di testimonianza sulle condizioni di vita dei civili dopo la guerra. Nel frattempo intraprende una ricerca personale sul mondo dell’handicap e su quello delle cosiddette ‘abilità differenti’, un work in progress dal titolo Babilonia.

2001
Realizza un progetto all’interno del reparto di onco-ematologia pediatrica dell’Ospedale Sant’Orsola di Bologna.

2002
Inizia un lungo lavoro di documentazione circa la condizione carceraria in Italia, sia maschile che femminile, poi esposto nella mostra Prisons (Modena, 55a Festa provinciale de l’Unità, settembre 2006; Roma, Sala Santa Rita, marzo 2007) e pubblicato nel volume omonimo con testi di Adriano Sofri e Renata Ferri (Logos editore).

2003
Dal 2003 è rappresentato dall’agenzia fotogiornalistica Contrasto. Suoi reportage sono apparsi su La Repubblica, L’Espresso, Panorama, Marie Claire, Vanity Fair, Internazionale. A partire dallo stesso anno, collabora con Medici Senza Frontiere, a un progetto sull’immigrazione in Italia.

2004
Prende parte, con altri tredici fotografi, al progetto Eurogeneration, una ricerca sui giovani e i loro stili di vita nei 25 paesi dell’Unione Europea, poi culminata in una mostra a Palazzo Reale a Milano e in un libro edito da Contrasto.

2005
Una selezione di immagini tratte da Prisons viene presentata a Visa pour l’image di Perpignan.

2006
Un portfolio del medesimo reportage viene selezionato dalla fondazione Oskar Barnack Leica e presentato ad Arles nell’ambito dei Rencontres Internationales de la Photographie.

2007
Il volume Nero, pubblicato da Logos editore in collaborazione con Medici Senza Frontiere, arricchito dai testi di Gian Antonio Stella e Renata Ferri, raccoglie una selezione di scatti realizzati per la stessa ONG. Nello stesso anno, insieme ad altri fotografi, realizza un progetto dedicato alla maternità all’interno dei penitenziari italiani, con un’esposizione allestita alla Camera dei Deputati (Che ci faccio io qui?, Roma 2007). In collaborazione con altri colleghi dell’agenzia Contrasto, partecipa ad un’impegnativa campagna di documentazione della realtà cinese dal titolo Beijing in and out, presentata in ottobre alla Triennale di Milano. Con Lorenzo Pesce documenta la lotta quotidiana dei cambogiani di oggi per dare un futuro al proprio paese. Il lavoro, realizzato con il contributo dell’ONG ActionAid, diventa un volume, edito da Contrasto, dal titolo La ruota che gira con testi di Emanuela Zuccalà.

2008
Sempre edito da Contrasto esce il volume Solo in Italia con testi di Antonio Pascale. In dicembre si reca in Afghanistan su incarico dell’ONG Emergency.

2009
Una selezione di sue immagini tratte dal volume Nero, viene esposta a New York allo Schomburg Center nella mostra They wont budge: Africans in Europe. Attualmente è impegnato in un nuovo progetto a lungo termine sulla prostiuzione in diversi luoghi del mondo.